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CORRIERE.IT A PAVIA IL PRIMO CORSO PER INCENTIVARE LA NASCITA DI START UP
17 | 1 | 2011
Impresa e giovani, nasce il laboratorio delle idee: da trasformare in aziende
Venticinque allievi a scuola di creatività. Apriranno una ditta grazie a dei venture capitalists
MILANO - Sfideranno una burocrazia ingessata e farraginosa. S'interfacceranno con gli enti locali e le istituzioni. Capiranno come redigere un business plan e come leggere un bilancio. Ma dovranno avere un pedigree orientato all'innovazione. Un'idea. Un progetto. Al resto ci penseranno i loro «angeli custodi»: i business angels. Piccoli investitori esperti in capitale di rischio: i venture capitalists. Perché è vero che serve l'intuizione, «ma in Italia il problema è la mancanza di credito», teorizza Veronica Vecchi, docente dell'Università Bocconi di Milano e di Start-up, il primo programma di formazione per la creazione e lo sviluppo di nuove imprese.
L'INIZIATIVA– Il progetto nasce sotto l'egida del gruppo giovani Industriali della provincia di Pavia. L'obiettivo è «la creazione di una nuova classe imprenditoriale» e «impedire la fuga di cervelli all'estero», sintetizza Annalisa Tocchio, presidente dei giovani della Confindustria pavese. In una comunità a forte vocazione agricola (nell'Oltrepo), che ospita una delle più antiche e prestigiose università d'Italia (le facoltà di giurisprudenza e medicina tra le migliori per ricerca e livello d'insegnamento) e con un distretto industriale in difficoltà (quello meccano-calzaturiero di Lomellina) per effetto della concorrenza cinese, la sfida ora è ripartire. Come? Dando linfa vitale alla «straordinaria imprenditorialità di questo Paese», dice la Vecchi e soprattutto perché «i soldi meglio spesi sono proprio quelli destinati alla creazione di un'idea di successo», sostiene Manuela Brusoni, ordinario in Bocconi nell'area Public Management and Policy.
IL CORSO – Sessanta ore frontali, tra marzo e maggio, per capire quali caratteristiche deve avere un imprenditore, per scrivere e strutturare al meglio un business plan (in termini di caratteristiche del mercato, della domanda, dei benchmark di riferimento, delle previsioni di redditività nel medio-lungo termine) e come gestire gli aspetti organizzativi di un'impresa. Un corso gratuito per 25 partecipanti (i requisiti su www.giovanindustriali.pv.it) selezionati da un comitato tecnico-scientifico che individuerà i più promettenti in termini di idea innovativa e soprattutto spendibile sul mercato. Al termine «godranno anche di linee di credito agevolate», dice la Tocchio (Intesa Sanpaolo e Mediocredito Italiano hanno dato il loro assenso all'iniziativa), oltre ai finanziamenti di venture capitalists, che li sosterranno nella fase iniziale.
Fabio Savelli
14 gennaio 2011
Venticinque allievi a scuola di creatività. Apriranno una ditta grazie a dei venture capitalists
MILANO - Sfideranno una burocrazia ingessata e farraginosa. S'interfacceranno con gli enti locali e le istituzioni. Capiranno come redigere un business plan e come leggere un bilancio. Ma dovranno avere un pedigree orientato all'innovazione. Un'idea. Un progetto. Al resto ci penseranno i loro «angeli custodi»: i business angels. Piccoli investitori esperti in capitale di rischio: i venture capitalists. Perché è vero che serve l'intuizione, «ma in Italia il problema è la mancanza di credito», teorizza Veronica Vecchi, docente dell'Università Bocconi di Milano e di Start-up, il primo programma di formazione per la creazione e lo sviluppo di nuove imprese.
L'INIZIATIVA– Il progetto nasce sotto l'egida del gruppo giovani Industriali della provincia di Pavia. L'obiettivo è «la creazione di una nuova classe imprenditoriale» e «impedire la fuga di cervelli all'estero», sintetizza Annalisa Tocchio, presidente dei giovani della Confindustria pavese. In una comunità a forte vocazione agricola (nell'Oltrepo), che ospita una delle più antiche e prestigiose università d'Italia (le facoltà di giurisprudenza e medicina tra le migliori per ricerca e livello d'insegnamento) e con un distretto industriale in difficoltà (quello meccano-calzaturiero di Lomellina) per effetto della concorrenza cinese, la sfida ora è ripartire. Come? Dando linfa vitale alla «straordinaria imprenditorialità di questo Paese», dice la Vecchi e soprattutto perché «i soldi meglio spesi sono proprio quelli destinati alla creazione di un'idea di successo», sostiene Manuela Brusoni, ordinario in Bocconi nell'area Public Management and Policy.
IL CORSO – Sessanta ore frontali, tra marzo e maggio, per capire quali caratteristiche deve avere un imprenditore, per scrivere e strutturare al meglio un business plan (in termini di caratteristiche del mercato, della domanda, dei benchmark di riferimento, delle previsioni di redditività nel medio-lungo termine) e come gestire gli aspetti organizzativi di un'impresa. Un corso gratuito per 25 partecipanti (i requisiti su www.giovanindustriali.pv.it) selezionati da un comitato tecnico-scientifico che individuerà i più promettenti in termini di idea innovativa e soprattutto spendibile sul mercato. Al termine «godranno anche di linee di credito agevolate», dice la Tocchio (Intesa Sanpaolo e Mediocredito Italiano hanno dato il loro assenso all'iniziativa), oltre ai finanziamenti di venture capitalists, che li sosterranno nella fase iniziale.
Fabio Savelli
14 gennaio 2011



